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Albergotti, oltre dieci anni di nulla e tre di macerie: ecco come è ridotto l'auditorium

Intorno all'opera incompiuta andata in fumo nel 2016 parcheggi dormitori, bivacchi e sporcizia. Al via il percorso partecipato per il nuovo corso: "Rinascita riqualificherà zona"

Da un lato il silenzio apparente del Parco del Pineto che, tra degrado e baracche nascoste grida vendetta, dall'altro lo scorrere lento del traffico di Cornelia con lunghe file ai semafori e pendolari sempre di corsa: nel bel mezzo l'Albergotti, l'auditorium che quel quadrante della città ha atteso per oltre quindici anni senza mai vederlo in funzione. 

Auditorium Albergotti: il sogno spazzato via dalle fiamme

Già perchè dopo un cantiere infinito, iniziato nel 2003 e proseguito lento tra affidamenti, opposizioni e fondi bloccati per anni, la struttura è andata in fiamme proprio pochi giorni prima del taglio del nastro. Così oggi l'Albergotti invece che un minidistretto della cultura incastonato tra Boccea, Pineta Sacchetti e Cornelia, è l'ennesima opera incompiuta della città: nota per quella cupola incenerita e per quell'indecente intorno. Il bianco lucente delle parti in muratura è diventato un'appetibile tela per writers, così tag e scritte dominano la scena sotto quella cupola bucata e incenerita: emblema anche di una struttura sì chiusa, ma facilmente accessibile nonostante inferriate e cartelli di divieto. Sul piazzale lindo e circondato tutto sommato da aiuole non così selvagge giacciono ancora materiali di risulta. 

Intorno all'ex auditorium bivacchi e dormitori

Ma è fuori che l'Albergotti fa quasi paura, soprattutto nelle ore notturne. I due parcheggi limitrofi sono pressoché abbandonati "una terra di nessuno dove sostano camper e furgoni adibiti a dormitori" - denunciano i residenti. Il piazzale alle spalle, quello che dà sul Pineto, è un bivacco: lo dimostrano la lunga serie di bottiglie su muretto e marciapiede insieme a scatole, rimasugli di cibo e contenitori vari. Una cattedrale, tutt'altro che nel deserto, ma immersa nel degrado. Eppure siamo al centro di un quartiere residenziale, snodo nevralgico per il trasporto pubblico. 

Albergotti: al via il percorso partecipato per la rinascita

Così, come da anni a questa parte, la zona chiede a gran voce la riqualificazione di quell'auditorium mai stato tale. Oggi, dopo due cause vinte, una penale e una civile, nelle casse pubbliche ci sono anche i fondi per la rinascita: circa 900mila euro, derivanti dalle assicurazioni, con i quali Municipio XIII e Comune hanno deciso di rimettere in piedi l'Albergotti.

Un'opera al centro di un percorso partecipato: saranno infatti Comitati, associazioni e cittadini a decidere cosa ne sarà di quella struttura. Dopo quattro incontri e le proposte, forzataente in linea con la destinazione a 'servizi' dell'area, verrà redatto un documento di sintesi che farà da base alla progettazione: al futuro dell'Albergotti. 

L'Albergotti risorge dalle ceneri: saranno i cittadini a decidere il futuro dell'auditorium distrutto dalle fiamme

Una biblioteca, un centro di aggregazione culturale, un impianto polifunzionale aperto ad arte, contaminazioni e convegni, un parco giochi ma anche quell'auditorium della vocazione iniziale e addirittura uno skate park sul modello delle città nord europee: queste le prime proposte avanzate dalla platea. Serviranno ancora un paio di gruppi di lavoro per definirne una finale. 

Le perplessità dei residenti: "Fatti e non parole"

Ma intanto il quartiere sogna di vedere la cupola ripristinata e l'opera vissuta. "Qui noi ci viviamo e scontiamo quotidianamente le condizioni di un quartiere che è una pattumiera" - tuona Silvia Mauro, del Comitato di Quartiere Aurelio XIII.

Ecco perchè la rinascita dell'Albergotti "deve essere il fulcro per la riqualificazione dell'intera area. Non basta rimettere in sesto l'auditorium se intorno c'è lo sfacelo" - rileva un altro residente. 

Il timore è che dopo tanto confronto "senza un'idea o perlomeno una linea guida iniziale dell'amministrazione, lo sforzo venga vanificato. Non vorremmo che di tante parole poi se ne faccia poco" - rilevano perplessi alcuni  cittadini durante il sopralluogo previsto dal percorso partecipato. 

La minisindaca Castagnetta: "Rinascita sarà per tutto il quadrante"

Convinta della bontà della linea tracciata la minisindaca dell'Aurelio, Giuseppina Castagnetta: "Il Consiglio del Municipio XIII ha deciso compatto che il destino dell'Albergotti fosse deciso attraverso un percorso partecipato, senza decisioni calate dall'alto dalla politica, con lo scopo di portare avanti intessi ed esigenze di chi abita il quartiere. per questo le linee guida sul futuro dell'Albergotti saranno decise dai cittadini". 

Ma quali tempi per la rinascita del mai stato auditorium? "Terminando il percorso partecipato a fine giugno, possiamo stimare che entro l’anno prossimo ci sia la progettazione. Puntiamo a stanziare i fondi a disposizione nel bilancio 2020-2022. Mi auguro - non lo nasconde Castagnetta - di poter vedere l'avvio dei lavori da presidente di questo territorio ma già essere arrivati a questo punto rappresenta per tutti noi una grande vittoria. La mia speranza - ha detto ai taccuini di RomaToday - è che la rinascita dell’Albergotti rappresenti un motivo di riqualificazione per tutto il quadrante: i giovani, l’arte e la cultura hanno bisogno di spazi soprattutto in zone che non ne hanno".
 

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