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Chiude il centro di accoglienza: così la squadra di calcio dei migranti rischia di scomparire

In via di smantellamento il CAS Gelsomino dell'Aurelio, l'allarme della Pineto United: "Si interrompono percorsi di integrazione e crescita"

Sono iniziate le operazioni di smantellamento del centro di accoglienza straordinaria del Gelsomino di Largo Tommaso Perassi: entro il 1 marzo i circa 160 ospiti del CAS dell'Aurelio dovranno essere ricollocati in altre strutture della Capitale e provincia. Ad occuparsi delle nuove destinazioni di rifugiati e richiedenti asilo sarà la stessa Prefettura di Roma che ha già disposto un piano.

Chiude il centro di accoglienza dell'Aurelio

La decisione di chiudere il CAS Gelsomino è stata presa, per motivi economici, dalla cooperativa che gestisce il centro. Una chiusura che rischia di interrompere percorsi formativi e di inclusione sociale, compresa l'esperienza dell'ormai nota Pineto United: la squadra di calcio popolare nella quale militano numerosi migranti dell'Aurelio e non solo. Una "favola" di inclusione e integrazione nata nel settembre del 2017 dall'idea del collettivo di artisti Pinacci Nostri e dalla voglia di allenare del mister Pietro Lucari, oltre che dalla disponibilità di molte altre realtà del territorio.

Pineto United: dalla squadra popolare al progetto "Campo per tutti"

Il quartiere per la Pineto United

Così, appresa la notizia della chiusura del CAS Gelsomino, in parte del quartiere dell'Aurelio è iniziata la mobilitazione solidale. 

Oltre a giocare al calcio con la Pineto United, molti ospiti del centro di accoglienza sono impegnati infatti in progetti per la riqualificazione e tutela del Parco del Pineto, per il recupero di spazi abbandonati come l'ex campo di calcio di Valle Aurelia. 

"Partecipano da protagonisti ad eventi della zona, svolgono servizio civile presso alcune strutture del quartiere, hanno relazione con le scuole del territorio, seguono percorsi formativi e di inserimento graduale nel mondo della scuola e del lavoro grazie all'attività degli assistenti sociali del CAS" - spiegano dalla Pineto United che, senza i ragazzi del centro di accoglienza, rischia di scomparire e di perdere quella vocazione inclusiva e solidale che la contraddistingue.   

"La dispersione di questi ragazzi - lanciano l'allarme dalla società - produrrà l'interruzione del loro percorso di inclusione e di crescita"

La Lega: "Bene chiusura, zona invasa da migranti"

Di tutt'altro avviso gli esponenti della Lega. “Esprimiamo soddisfazione per l’imminente chiusura del CAS (Centro di accoglienza straordinaria) in zona Aurelia. Fin dall’inizio avevamo protestato insieme ai residenti del quartiere contro l’apertura di questo centro d’accoglienza dove centinaia di giovani provenienti dal continente africano avevano di fatto invaso la zona. Ennesimo esempio scellerato di quella accoglienza senza regole e con un unico obiettivo: il business e la finta integrazione" - ha scritto in una nota il consigliere regionale, Daniele Giannini. 

Intanto in largo Perassi la notizia della chiusura ha gettato nello sconforto molti degli ospiti del centro di accoglienza, già alle prese con valigie da fare ed effetti personali da raccogliere e portare altrove. Qualcuno nella borsa ha già riposto anche scarpini e parastinchi. 
 

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