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A Baldo degli Ubaldi come a Repubblica, metro chiusa e commercianti in rivolta: "Meno 50% di fatturato in una settimana"

Stazione off limits per tre mesi. I negozianti temono il tracollo degli incassi, specie nel periodo natalizio. E con 650 firme avanzano una proposta alternativa

La fermata Baldo degli Ubaldi

Una settimana di stop è bastata a far montare la protesta. Commercianti e residenti, all'Aurelio, sono sul piede di guerra. La fermata della metro Baldo degli Ubaldi è chiusa dal 18 ottobre per interventi di manutenzione straordinaria sulle scale mobili che andranno avanti fino a fine gennaio. Si parla, nei cartelli informativi affissi fuori dall'ingresso, di "circa tre mesi". Un'infinità per gli esercenti che lavorano in prossimità della fermata. 

"Abbiamo consegnato 650 firme in municipio" racconta Roberto Marasco, del bar Aurora, esercizio che sta davanti alla fermata della metropolitana. Con un nutrito gruppo di cittadini, residenti e negozianti, del quartiere, si sta muovendo per scongiurare i danni. "In una settimana ho già calcolato un calo del 50% di fatturato. Così ci ammazzano". Senza la metro, il passaggio di potenziali clienti è inevitabilmente ridotto, il rischio per i commercianti è di pagare un prezzo troppo alto. Specie nel periodo delle feste di Natale. 

"Con la petizione che abbiamo consegnato vogliamo chiedere una chiusura che sia parziale. Prima chiudendo un ingresso e poi chiudendo l'altro" spiega ancora Marasco. "Siamo i primi a volere la sicurezza dei mezzi pubblici - prosegue - ma non si può non tener conto dei danni notevoli che arriveranno sul commercio del quartiere". La pensa allo stesso modo Stefano Schinigoi, titolare dell'edicola che si trova proprio a fianco alla metropolitana. "Lavoro spesso con clienti di bad&breakfast della zona perché vendo anche materiale turistico. Se non vengono a prendere la metro è un problema grave. Ho calcolato un ribasso del 45% sull'incasso. E nessuno ci ha informato per tempo, non siamo stati minimamente avvisati né consultati". Il cartello infatti è spuntato su un palo della luce due giorni prima della chiusura. 

Le firme raccolta in zona, già 400 nel giorno della chiusura, sono salite a 650 e promettono di crescere ancora. "Si rischiano gravi danni per il tessuto produttivo del quartiere, ma anche per i residenti e gli studenti che abitano qui - commenta il capogruppo di Fratelli d'Italia in XIII municipio Marco Giovagnorio - chiediamo all'amministrazione comunale e municipale di accogliere la proposta fatta dal quartiere e cioè di mantenere un ingresso aperto e procedere con i lavori sulle scale in modalità alternata". Al momento, nessuna risposta è arrivata alla richiesta della cittadinanza. 

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