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L'Albergotti risorge dalle ceneri: saranno i cittadini a decidere il futuro dell'auditorium distrutto dalle fiamme

A quasi tre anni dall'incendio al via il percorso partecipato per rimettere in sesto l'opera da sempre fantasma tra Pineta Sacchetti e Boccea: "Sia fulcro per riqualificazione di tutta l'area"

Rinascerà dalle proprie ceneri e dalle idee dei cittadini l'Albergotti, la struttura pensata come auditorium e distrutta da un incendio nel novembre del 2016.  Una ferita aperta nel cuore dell'Aurelio che, proprio a poche settimane dalla sua messa in funzione, tre anni fa ha visto sfumare il sogno di un polo culturale nel pieno di Boccea e Pineta Sacchetti. 

Auditorium Albergotti: un sogno atteso oltre un decennio

Una storia travagliata quella dell'auditorium Albergotti rimasto per oltre un decennio un'opera fantasma, costata ai romani oltre 2milioni di euro. Il cantiere eterno avviato nel 2003 poi una lunga serie di stop, fondo bloccati e rimandi con la struttura sprofondata pian piano nel degrado e nell'abbandono. Un minidistretto della cultura divenuto monumento al degrado. Intorno verde selvaggio e un parcheggio diventato dimora per senzatetto e sbandati. Proprio nel novembre 2016 la ripresa dei lavori con gli interventi proprio sulla cupola andata a fuoco. Fiamme che hanno rimandato ancora una volta l'apertura di quello spazio culturale costato fior di soldi e mai sfruttato. 

Destinazione Albergotti: "Saranno i cittadini a decidere"

Sarà il percorso partecipato a definirne il futuro utilizzo, i lavori di adeguamento saranno possibili grazie ai circa 900mila euro incassati dalle assicurazioni. 

“L’incendio che ormai tre anni fa ha distrutto l’ex Auditorium è stata una ferita e ci abbiamo messo quasi tre anni per arrivare a questo punto. Avere una struttura così importante inutilizzata è uno schiaffo alla possibilità dei cittadini di esprimersi. Dobbiamo quindi capire insieme cosa fare di quell’opera: ed è fondamentale che siano i cittadini a dire quello di cui hanno bisogno” - ha detto la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, presente al primo incontro del percorso partecipato sulla destinazione dell'Albergotti. 

Un cammino di condivisione fortemente voluto da tutto il Municipio XIII con il parlamentino di via Aurelia 470 a votare un atto in tal senso "con l'obiettivo esplicito - ha sottolineato la minisindaca del Tredicesimo, Giuseppina Castagnetta - di portare avanti gli interessi di tutti noi che abitiamo in questo Municipio e in questo quartiere, senza permettere alla politica di calare le decisioni dall'alto".

Il percorso partecipato sull'Albergotti

Un percorso partecipato breve e dalle tappe serrate. Dopo il primo incontro seguiranno altri tre martedì di discussione, proposte e confronto con pure un sopralluogo proprio nei dintorni dell'Albergotti. In base alle esigenze espresse verranno individuate le destinazioni compatibili all’uso o agli usi che se ne vorranno fare. Nell'ultimo appuntamento i partecipanti dovranno redigere un documento di sintesi che descriva il futuro dell’Albergotti così come immaginato dai cittadini.

Il futuro dell'Albergotti: auditorium, parco e spazio polifunzionale

E all'Aurelio già pullulano le idee. Uno skate park sul modello delle grandi città nordeuropee, una biblioteca, un centro di aggregazione culturale, un impianto polifunzionale aperto ad arte, contaminazioni e convegni, un parco giochi ma anche quell'auditorium della vocazione iniziale: queste le prime proposte avanzate dalla platea. Tante le realtà del territorio ad impegnarsi per la rinascita dell'Albergotti. 

L'ex Auditorium sia fulcro per rinascita della zona

Visioni molteplici, alcune convergenti altre meno. Un unico grande obiettivo. “Il problema dell’Auditorium non può essere risolto se non si considera il contesto. L’area giochi lì accanto è aperta e preda di vandali e balordi, per non parlare del parcheggio che è abbandonato. Una terra di nessuno dove sostano camper e furgoni. L’Albergotti - dicono i cittadini - sia fulcro per la riqualificazione di tutta l’area”. 

E dopo tanti anni chissà se basteranno buone idee e qualche soldo in cassa per far risorgere l'Albergotti e farlo sopravvivere nel deserto culturale della Capitale. 
 

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