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Chiude il centro di accoglienza, 'migranti calciatori' trasferiti. Il quartiere si mobilita: "Salviamo la favola di Pineto United"

Con una lettera le associazioni di Aurelio e Boccea hanno chiesto che gli atleti fossero ricollocati tutti insieme in una struttura vicina: "Integrazione non è solo la squadra, qui lavorano e si impegnano per la zona"

Lontani dal quartiere che da anni li ospita come figli propri ed effettivi residenti, ma non da quel progetto di inclusione che ha permesso a tanti ragazzi arrivati in Italia con la speranza di un'esistenza migliore di poter vivere una vita quasi normale, proprio come i loro coetanei. 

E' questo l'augurio che le tante realtà associative di Pineto, Boccea e Aurelio rivolgono ai richiedenti asilo del CAS Enea che, a causa dello smantellamento della struttura d'accoglienza, saranno trasferiti in zona Casilina. 

I richiedenti asilo dell'Aurelio a Casilina

Tra di loro almeno una quindicina di giovani calciatori della Pineto United, la squadra di calcio popolare nata nel settembre del 2017 dall'idea del collettivo di artisti Pinacci Nostri e dalla voglia di allenare del mister Pietro Lucari, oltre che dall'impegno di associazioni e comitati di zona. 

La Pineto Unitet favola di integrazione

Un progetto sportivo che si è ben presto trasformato in una "favola" di inclusione e integrazione con i richiedenti asilo a rendersi protagonisti, oltre che di gesta in campo, anche di attività di utilità sociale tra cui la riqualificazione e tutela del Parco del Pineto, il recupero di spazi abbandonati come l'ex campo di calcio di Valle Aurelia. Ma non solo: alcuni di loro, a fronte di formazione e impegno, hanno trovato veri e propri lavori. 

Così la rete delle associazioni che ha accolto i richiedenti asilo del CAS prima di Boccea e poi di via Aurelia, appresa la notizia della chiusura del centro di accoglienza, ha chiesto alla Prefettura di ricollocarli tutti insieme e non lontani dalla zona. Da quel quadrante per loro diventato casa e anche bottega. 

La lettera delle associazioni alla Prefettura

"Tanti ragazzi si dedicano a giornate di decoro e pulizia del parco del Pineto e partecipano attivamente agli eventi promossi dalle associazioni. Due dei ragazzi svolgono servizio civile presso una casa famiglia di zona, Casa Betania, un altro è giardiniere presso una delle scuole del quartiere, la Antonio Rosmini, un altro ancora svolge servizio civile presso l’Opera Don Calabria e un altro, infine, è in procinto di lavorare presso un hotel del centro di Roma dopo aver approfondito la conoscenza della lingua italiana frequentando un corso svolto da volontari all’interno della sede di una delle associazioni che sostengono il progetto" - hanno scritto le associazioni avanzando la richiesta. 

VIDEO | Pineto United, la favola dei migranti continua. Ora si lotta per la promozione

Un'istanza accolta, almeno in parte: i ragazzi della Pineto United saranno spostati tutti nella medesima struttura. Purtroppo però a Casilina, non troppo vicino al quadrante Aurelio. 

I ragazzi della Pineto United resteranno insieme

"La Casilina è certamente lontana dal nostro quartiere, ma consideriamo quello ottenuto un buon risultato perchè i ragazzi della squadra resteranno comunque tutti insieme. In un periodo difficile per l'accoglienza, in cui tanti centri stanno chiudendo, non riuscendo le cooperative a partecipare ai bandi per la gestione dei migranti a causa dell'abbassamento delle tariffe ordinato dal governo, il quartiere Aurelio/Boccea/Pineta Sacchetti si dimostra ancora una volta aperto e solidale" - ha commentato la Pineto United ringraziando gli operatori della Croce Rossa impegnati nel CAS. "A loro va tutta la nostra solidarietà e l'augurio di non perdere il proprio posto di lavoro". 

I richiedenti asilo tra sport e lavoro: così si sono integrati

Poi lo sguardo all'impegno lavorativo e sportivo dei giovani richiedenti asilo. "Speriamo che i ragazzi siano in grado di raggiungere il nostro quadrante per continuare il progetto di inclusione che - ha sottolineato Lello Melchionda, presidente della Utd - non è solo legato allo sport. Anzi. Noi come squadra del Pineto stiamo cercando di coinvolgere il più possibile i ragazzi del quartiere, perché la squadra non sia un ghetto sul campo ma un progetto vero di inclusione: un baluardo anche a difesa del parco e dell'intera zona. Per questo - ha assicurato Melchionda - la Pineto Utd continuerà ad esistere". 

E per una stagione, con ottimi risultati, alle spalle un'altra è già all'orizzonte: c'è da giocare la Serie C dell' AICS, “Trofeo del Petrolio”. Il crowfunding per l'iscrizione al campionato al Pineto e dintorni è già iniziato. 
 

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