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Rifiuti, a Casal Selce un impianto di compostaggio: "Abbiamo già subito Malagrotta"

Oggi una commissione Trasparenza in municipio e i primi timori dei cittadini. Giovedì 6 luglio la presentazione di un ipotetico studio di fattibilità

Rifiuti, immagine d'archivio

Dagli sfasciacarrozze, mai arrivati, alla frazione organica dei rifiuti romani. Per via di Casal Selce, a Boccea, si affaccia un nuovo destino: la realizzazione di un impianto di compostaggio nell'ambito del piano rifiuti della giunta Raggi. L'assessore Pinuccia Montanari illustrerà un'ipotesi di studio di fattibilità alla cittadinanza giovedì 6 luglio, nell'aula consiliare del municipio XIII. Si tratta di uno degli impianti (un altro è previsto nella zona di Cesano) in programma per la lavorazione della frazione organica, al momento quasi tutta esportata in Friuli Venezia Giulia, in minima parte in una struttura a Maccarese. La stessa porzione di terreno faceva parte dell'elenco di siti che avrebbe dovuto ospitare gli autodemolitori della Capitale secondo un Accordo di Programma degli anni '90, poi eliminato dalla lista da una delibera dell'ex sindaco Marino. 

Nell'impianto, se l'ipotesi verrà confermata, saranno conferite diverse tipologie di rifiuti organici, raccolti in forma differenziata, come frutta, verdura, potature legnose, scarti della ristorazione. Che a livello industriale verranno trasformati in compost, un ammendante organico utilizzato in agricoltura per arricchire terreni adibiti a coltivazione. Non è una discarica, nè un Tmb (impianto di Trattamento Meccanico Biologico) come quelli Ama di via Salaria o Colari a Malagrotta. L'impatto inquinante, sulla carta, dovrebbe risultare nettamente inferiore. 

Ma l'ipotesi fa comunque paura ai residenti - distanti meno di dieci chilometri da Malagrotta, l'area che più di tutte ha subito per anni la pressione dell'immondizia prodotta dai cittadini romani - oggi presenti in una commissione Trasparenza convocata dal consigliere Fratelli d'Italia del municipio, Marco Giovagnorio. Obiettivo: fare chiarezza su un progetto che ancora non è stato oggetto di alcuna deliberazione da parte dell'istituzione municipale. "L'istituzione dell'impianto di stoccaggio a Casal Selce è l'annesima conferma che gli amministratori pentastellati non conoscono il territorio. Anzichè investire risorse per pulire i fossi che costeggiano il quartiere, stanno pensando bene di infliggere l'ennesima "punizione" a questo quadrante urbano, già martoriato dalle alluvioni e dagli effetti collaterali della vicina Malagrotta"​ denuncia il consigliere. "Nessuno ci ha informato di niente" contesta poi all'assessore all'Ambiente Francesca Cajani e alla minisindaca Giuseppina Castagnetta. "E' solo un'ipotesi" ribadiscono entrambe durante la seduta, dichiarando poi di non aver mai espresso una linea di indirizzo sulla questione. 

In aula anche alcuni cittadini del quartiere. "Siamo a sette chilometri da Malagrotta. Abbiamo già dato - tuona il signor Francesco, residente da 50 anni nella zona - abbiamo lottato per anni per abbassare l'incidenza dei tumori, e adesso ci rimettono un altro impianto? Non è possibile". E serve a poco il tentativo dell'assessore di spiegare che "sicuramente verranno seguito le più avanzate tecnologie impiantistiche nell’ottica della sostenibilità ambientale". Con "filtri che ridurranno al minimo i miasmi". I dubbi dei presenti restano. Ma la presidente Castagnetta, ulteriormente contattata da RomaToday dopo la Commissione, vuole rassicurare la cittadinanza: "Il forum di giovedì al quale prenderà parte anche l'assessore Montanari servirà anche a testare gli umori del territorio". Il municipio avallerebbe il progetto? "E' presto per dirlo, seguiremo quello che ci chiedono i cittadini". 


 

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