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VIDEO | Sgombero Primavalle, gli occupanti rimasti senza assistenza: “Ci hanno mentito”

La voce e il racconto di chi, dopo lo sgombero di lunedì 15 luglio, è rimasto senza un tetto in cui vivere. Alcuni hanno trovato riparo in altre occupazioni

 

Li troviamo li. In quel parcheggio a pochi passi dall’occupazione di vai Cardinal Capranica che all’alba del 15 luglio, in preparazione allo sgombero, era pieno di decine di blindati ed agenti delle forze dell’ordine. Seduti a terra, sguardo perso nel vuoto. Chi arriva in auto con gli scatoloni nella speranza di poter recuperare le proprie cose: “Devi prendere un appuntamento con la Sos - spiega una ragazza che tra quelle mura ci è cresciuta negli ultimi 12 anni -, a noi tocca sabato. Per fortuna abbiamo preso qualcosa”.

Quasi un punto di ritrovo per rivedersi, raccogliere notizie sugli amici e compagni di occupazione di cui non si hanno più notizie. “Il giorno dopo lo sgombero abbiamo avuto un tavolo con l’assessora Laura Baldassare (alle Politiche sociali, ndr) e ha palato di assistenza di un mese, non certo di un anno - dice Sharon, giovane ragazza madre che Roma Today ha aviuto modo di conoscere e intervistare alcune settimane prima dello sgombero -. Mia figlia era sotto choc, ho dovuto mandarla da mia sorella ed è malata. Hanno fatto una cosa vergognosa, tutti quei poliziotti per sfrattare 80 bambini”.

Sharon, come altre famiglie, ha scelto di rinunciare all’assistenza offerta dal Campidoglio: “Volevano mettere me in un centro d’accoglienza e mia figlia in una casa famiglia - spiega -, menomale che non volevano separare i nuclei famigliari”. Ci porta nella sua stanza all’interno di un’occupazione di zona a cui hanno offerto ospitalità. “Non vivo certo bene l'idea di passare da una occupazione ad un’altra, con la paura di rivivere un altro sgombero, ma non vedo altra scelta - dice Sharon - ci hanno mentito. L’alternativa che ci hanno dato sono centri temporanei sporchi e fatiscenti, costringendoci a preferire la strada. E tanti lo sono per davvero”.

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