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Pineta Sacchetti, street art e racconti a venticinque anni dall’incendio dell’hotel

Il 4 dicembre 1992 fiamme nell’hotel Giotto che ospitava trecento somali

Il live painting di Monica Pirone

Il calendario segnava il giorno 4 dicembre, anno 1992. Nell’Hotel Giotto, in via Cardinal Passionei, zona Pineta Sacchetti, si sviluppò un incendio. All’interno della struttura si trovavano circa trecento somali, scappati dalla guerra. Una ventina di loro, tra cui donne e bambini, salirono sul tetto non riuscendo a trovare via di fuga per le scale. Fortunatamente, vennero tratti in salvo dai vigili del fuoco. Oggi, a 25 anni da quell’episodio, è stato organizzato un evento da Pinacci Nostri, collettivo artistico che si snoda nella parte nord ovest della città. A dare manforte, altre realtà tra le quali Urban Arts Project, l'asilo nido Piccolo Mondo e Casa Betania.

Appuntamento alla Pineta Sacchetti

L’appuntamento è stato improntato sul solco della solidarietà e l'integrazione. In mattinata, al muro di via Calisto II, gli alunni dell’istituto comprensivo Capozzi (scuola Andrea Baldi) hanno assistito al live painting di Monica Pirone. Nell’occasione, alcuni abitanti del quartiere hanno ricordato quella giornata di 25 anni fa. Nel primo pomeriggio, invece, spazio alle favole e ai giochi nell’asilo nido Piccolo Mondo a cura delle operatrici del gruppo scout Roma 9-Agesci. A seguire, letture di poesie sul tema della tratta dei migranti e anche un laboratorio gratuito di disegno. Per i bambini del Piccolo Mondo e di Casa Betania, tra l'altro, previsto il taglio gratuito dei capelli ad opera di Davide, barbiere di via Sisto IV con la collaborazione di Genesis, il Liceo del parrucchiere. 

Il percorso di Pinacci Nostri

“Due anni fa abbiamo avviato il percorso della street art nel quartiere – hanno detto Pinacci Nostri a RomaToday – e ciò ha consentito di conoscere le storie legate alla Pineta Sacchetti. Per quanto concerne l’incendio dell’Hotel Giotto, per noi si è trattato di un primo incontro strutturato con una tale scaletta. Un incontro su una vicenda che, a distanza di 25 anni, è ancora attuale”.

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Le testimonianze

Tra le testimonianze c’è stata quella di Tiziana Lombardi, cuoca dell’asilo Piccolo Mondo. Lei ha ricordato quel 4 dicembre, un giorno in cui pioveva e che vide un piccolo gruppo salire sul tetto, un gesto spinto dall’istinto di sopravvivenza che non ha mai dimenticato. Quelle stesse persone, poi, trovarono aiuto nel quartiere. Tra di loro tante storie diverse: da chi scappava dalla guerra a una donna a cui bruciarono il vestito da sposa: “Situazioni analoghe ce ne sono pure oggi – hanno concluso da Pinacci – e non dovrebbero mai accadere. Per quello che ci riguarda, abbiamo avviato un percorso mirato all’accoglienza. Una giornata come questa è fondamentale, soprattutto per i più giovani. Perché la storia va conosciuta. E non dimenticata”.

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